Costituente del Pd/ -1 giorno al via. Il governo ombra ritratto per ritratto
La crisi del CaW
“Io non faccio correnti, nonostante me lo chiedano… quello di oggi era un seminario promosso da diverse fondazioni culturali”. Massimo D’Alema spiega così, a Montecitorio, il senso del seminario sulle riforme promosso dalla sua ItalianiEuropei.

“Io non faccio correnti, nonostante me lo chiedano… quello di oggi era un seminario promosso da diverse fondazioni culturali”. Massimo D’Alema spiega così, a Montecitorio, il senso del seminario sulle riforme promosso dalla sua ItalianiEuropei, dall’Astrid di Franco Bassanini, dalla Quarta Fase dei popolari e dalla rutelliana Glocus, assieme al Centro per la riforma dello stato e alla fondazione Basso (vicine alla sinistra radicale), all’Istituto Sturzo e alla fondazione Mezzogiorno Europa. D’Alema dice proprio così – almeno a quanto riportano le agenzie – lasciando cadere con nonchalance quell’inciso sibillino: “Nonostante me lo chiedano”. Forse solo a sottolineare quanto l’idea di “fare una corrente” sia lontana da lui, se nemmeno le continue richieste riescono a smuoverlo; forse, invece, a fare intendere – minacciosamente – l’esatto contrario, e cioè che al momento buono gli basterebbe alzare un dito, e i risultati si vedrebbero subito, senza margini di dubbio. Certo è che la storia della corrente lo ha seccato assai. “C’erano i più importanti giuristi del paese – fa notare – e anche tre ex presidenti della Corte costituzionale”. Come dire: figuratevi se Valerio Onida o Leopoldo Elia partecipano a manovre di apparato. Ma c’era pure Cesare Salvi, che non si fa sfuggire l’occasione per una battuta. “Se avessi saputo che era una riunione della tua corrente non ci sarei venuto”, dice rivolto all’ex ministro degli Esteri, lasciando il seminario. “E io non ti avrei invitato”, replica D’Alema. Ma al seminario c’era soprattutto una nutrita delegazione dell’Udc, e assai qualificata: dal presidente Pier Ferdinando Casini al segretario Lorenzo Cesa, passando per Bruno Tabacci e Ferdinando Adornato. Non una riunione di corrente, dunque, ma certo un incontro dall’indiscutibile significato politico. Nel giorno in cui Walter Veltroni dichiara ufficialmente chiuso il dialogo con Berlusconi, poi, il rilievo dell’iniziativa assume proporzioni forse persino superiori alle intenzioni. E il messaggio arriva tanto più forte a pochi giorni dalla riunione dell’assemblea nazionale del Pd, che si terrà venerdì e sabato. A introdurre i lavori è stato Bassanini, con una relazione incentrata sulla proposta di un “parlamentarismo razionalizzato”. Nessuna concessione a semipresidenzialismi, premierati e sindaci d’Italia. Si tratti di forma di governo, regolamenti parlamentari, leggi elettorali, il modello, semmai, è quello tedesco.
Leggi il ritratto di Vincenzo Cerami scritto da Marianna Rizzini
Leggi il ritratto di Sergio Chiamparino scritto da Piero Vietti
Leggi il ritratto di Piero Fassino scritto da Daniele Bellasio
Leggi il ritratto di Beppe Fioroni scritto da Alessandro Giuli
Leggi il ritratto di Linda Lanzillotta scritto da Costanza D'Anzieri
Leggi il ritratto di Enrico Letta scritto da Salvatore Merlo
Leggi il ritratto di Giovanna Melandri scritto da Annalena Benini
Leggi il ritratto di Marco Minniti scritto da Francesco De Remigis
Leggi il ritratto di Ermete Realacci scritto da Claudio Cerasa
Leggi il ritratto di Pina Picierno scritto da Diana Zuncheddu